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GPLv3 – La licenza della discordia

L’argomento piu’ caldo dell’estate linuxiana, ovvero la versione 3 della nota Gnu General Public License.
Da piu’ parti e’ stata decretata apertamente la pericolosita’ di un documento legale che pone l’accento sulla liberta’ degli utenti, reputato, a parere di alcuni, troppo radicale nei contenuti.
Non condivido le preoccupazioni generate dalla nuova Gpl, non ritengo che cio’ possa costituire un limite per la comunita’ del free-software ma piuttosto per i suoi antagonisti.
Il punto sta proprio nel fatto che la Gpl intende tutelare gli interessi degli utenti e non delle multinazionali.
Il nocciolo della questione e’: riappropiarsi di quell’integrita’ etica che muove i sostenitori della FSF.
Riguardo poi alle critiche mosse alla licenza circa il “decidere per qualcuno”, vorrei ricordare che linux non e’ di per se un brevetto attribuibile ad una singola entita’ ma piuttosto e’ un insieme di parti che messe insieme hanno determinato cio’ che noi chiamiamo appunto il SO, nonostante il detentore e maggior mainteiner del kernel e’ identificato nella persona di colui che lo ha dato alla luce (n.d.r. un certo Linux Torvalds 🙂 ).
La paura per le clausole imposte, definite troppo restrittive, scaturisce da quella schiera di individui che vorrebbe continuare a lucrare su di un sistema che invece si vorrebbe veramente libero.
In tutti questi anni la GPL2 ha permesso, seppur indirettamente, mediante una libera ed ampia interpretazione delle clausole della licenza d’uso, il proliferare di distribuzioni pseudo-aperte, in quanto al proprio interno sovente si trovano pezzi di codice non proprio free (nel senso di aperto) calcando in tal senso le orme di quei noti sistemi closed, tanto criticati.

La versione ultima della GPL, intende correggere il tiro svincolando il software (e quindi anche linux) dalle logiche commerciali di mercato che nel corso degli anni hanno determinato se vogliamo anche il successo e la crescita del nostro beneamato “pinguino”.
Non che tutto questo sia stato di per se un male, anzi, ma il tutto non fu pensato in questo modo dalla comunita’ che si ritrovo’ intorno a linux fin dalle sue prime apparizioni.
L’ errore piu’ grande (se di errore si tratta) e’ stato determinato dalla concezione di una licenza troppo permissiva e liberamente interpretabile. Cio’ in quanto, probabilmente, non si sarebbe mai immagginato un simile interesse di profitto sul software libero.
Questa permissivita’ ha indubbiamente contribuito al rilascio di tutta quella grande mole di software (drivers hardware compresi) che in tutto questo tempo e’ stata prodotta da parte di releaser commerciali, determinando quasi sicuramente anche la qualita’ di linux ma dovuta non tanto alla gratuita’ del prodotto in se ma dagli interessi economici che ne sarebbero scaturiti.

A questo punto c’e’ da chiedersi: Era quello che il progetto GNU si prefiggeva di perseguire ?
Probabilmente nessuno nutriva un’idea di concorrenzialita’ con altri sistemi, a linux magari sarebbe bastato l’apporto delle menti dei suoi sostenitori!

Cio’ che e’ stato sempre richiesto e atteso da linux e’ da identificarsi in un’integrita’ e trasparenza del suo codice, (doti sconosciute ai suoi concorrenti commerciali) e non modelli di business che hanno inevitabilmente inquinato l’idea della comunita’ di mantenere linux pulito da infiltrazioni di vario tipo.
Insomma, linux e’ nato dalla comunita’, dai propri affezionati e a questa si vuol restituire, ed il mezzo per perseguire tale scopo risulta essere chiaramente questa nuova versione di licenza.
La FSF e Stallman in primis, risultano indubbiamente scomodi in tutta questa faccenda, perche’ vanno ad intaccare interessi di parte (anche alla luce del noto accordo siglato tra Novell e Microsoft).
Probabilmente da ora in avanti si assistera’ ad un lento ed inesorabile abbandono da parte di competitori che ne hanno decretato il successo, ma chi restera’ della partita si schierera’ palesemente a favore del software libero, in maniera limpida e cristallina che tra questi poi sara’ della partita anche Torvalds e’ tutto da vedere.
La GPL3 costituisce la metafora della vita, prima o poi arriva il momento in cui bisogna decidere da che parte stare.
Poi ognuno e’ libero di scegliere se aderire alla causa o tirarsi fuori da essa, esistono valide non ultima la commistione di software con entrambe le versioni di licenza.
Si vedra’ probabilmente meno software da ora in poi su linux ma quello prodotto avra’ “zero” restrizioni per gli utenti che lo utilizzeranno.
Francamente asserire che la FSF si fa promotrice di esportare o imporre la democrazia mi sembra a dir poco esagerato e non mi trova daccordo. Con la GPLv3 si vuole rimarcare la necessita’ di assoluta liberta’ sull’uso del software.
Libertà significa controllo su che cosa il software fa, non soltanto quello che si puo’ elemosinare da esso o essere minacciati da qualcun’altro che decida per gli altri sul come e quando utilizzarlo.
La liberta’, intesa come possibilita’ di poter scegliere in definitiva non mi sembra compromessa.
Al momento il kernel linux e’ ancora in GPLv2. Vedi qui
Mentre, pacchetti come gcc, giusto per citarne uno, migreranno, nel suo prossimo rilascio, in GPL3 compliant.
La coesistenza all’interno di linux di parti con versioni differenti di licenza sarebbe possibile ?
Sembra proprio di si a sentire Stallman.
Una cosa e’ certa, questa mossa di FSF segnera’ una tappa cruciale dell’era open-source e non e’ incerto che possibilmente saranno mutati gli scenari finora delineatisi.
Per assurdo (ma mica tanto) se il kernel linux non abbracciera’ la tanto temuta GPL3, oggetto di interesse principale potrebbero divenire altri SO che inevitabilmente catalizzerebbero di colpo l’interesse della comunita’ free-software, abbandonando una volta per tutte l’ idea di un linux cosi’ libero come lo si vorrebbe.
Ma sopratutto e’ lecito parlare ancora di GNU-Linux, dato che l’idea della FSF di diffusione della liberta’ informatica nasce proprio con tale sistema ?
Ne vedremo delle belle ma sicuramente assisteremo inevitabilmente all’apertura di nuovi scenari.
Stay tuned!! 🙂

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